Venerdì, 16 Ottobre 2015 13:51

'Lap': a dicembre, il master plan del polo scolastico di Sassa

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'Lap': a dicembre, il master plan del polo scolastico di Sassa Foto Grappasonno

Sono state presentate stamane le iniziative che, in seno a 'Lap', il laboratorio di architettura partecipata sulla ricostruzione delle scuole inaugurato a luglio scorso, porteranno alla realizzazione del master plan per la realizzazione della scuola di Sassa.

Il progetto 'Lap' è nato per dare respiro ad un nuovo modello di progettazione partecipata finalizzato alla realizzazione di due plessi: un complesso con scuola primaria e media nel comune di Pacentro (L'Aquila) e, appunto, un polo scolastico integrato che comprende scuola dell’infanzia, primaria e media, nella frazione di Sassa (L’Aquila). Entrambe le scuole sostituiranno le vecchie strutture, danneggiate nel sisma del 2009.

Il master plan per la scuola di Sassa sarà pronto entro la prima settimana di dicembre.

A scandire i tempi è stata Sara Vegni, referente territoriale di ActionAid: "Già settimana scorsa - ha spiegato - abbiamo organizzato una mostra a Sassa, per raccontare le idee, i progetti e i sogni, di genitori, bambini e insegnanti dell'istituto Rodari. Ora, martedì 20 ottobre alle 18, inizieremo una serie di incontri aperti a tutta la cittadinanza: il primo, dedicato alla localizzazione del nuovo plesso scolastico, che dovrà essere in grado di 'dialogare' con il territorio. 'Viviamolaq' ha analizzato diverse possibili localizzazioni, valutando i pro e i contro: ne discuteremo insieme. Inoltre, è ancora aperto un questionario, disponibile sulla pagina Facebook di Lap, perché il progetto sia davvero aperto al contributo di tutti".

"In passato - ha sottolineato Vegni - siamo stati molto critici con l'amministrazione per i tempi lenti nella ricostruzione delle scuole. Dal 29 maggio, approvata la delibera che ha istituito il laboratorio partecipativo, ci siamo messi a disposizione di questo progetto, apportando il nostro contributo che sarà non certo tecnico ma metodologico. Sperando che il modello che stiamo applicando a Sassa possa essere replicabile per altre realtà. Finito il progetto, torneremo a vigilare sulle attività dell'amministrazione".

Di metodo, ha parlato anche il sindaco Massimo Cialente, sottolineando come la progettazione partecipativa sia una "chiara impostazione politica che intendiamo dare alla ricostruzione delle scuole che rappresentano luoghi aggregativi e identitari, in una città come L'Aquila soprattutto. Vogliamo che le scuole diventino luoghi attraversati dagli studenti, e non solo, per tutto il giorno", ha ribadito il primo cittadino. "Ecco i motivi della scelta di lavorare ad un vero e proprio campus per gli studenti medi, da realizzare nella Caserma Rossi, e per cui abbiamo fatto sedere intorno ad un tavolo ben sette ministeri. Ecco i motivi del percorso avviato per la realizzazione del masterplan della nuova scuola di Sassa: vogliamo che venga realizzata a seguito di un profondo ascolto del territorio. Stamane, mancano i rappresentanti del Consiglio territoriale di Sassa e dell'Urban Center: parteciperanno anche loro al percorso che abbiamo avviato. Certo, ci siamo un pò complicati la vita, perché le stanze del confronto diventano tante ma intendiamo rendere sempre più partecipe la cittadinanza nelle scelte che verranno".

Cialente ha poi voluto ringraziare Mario Cucinella, architetto di fama internazionale, che ha deciso di guidare il gruppo di giovani che stanno lavorando alla realizzazione del Masterplan. "Viviamolaq - ha spiegato Andrea Ciammetti - sarà una sorta di incubatore di tutte le idee che abbiamo raccolto fino ad ora. Tutti i dati forniti, verranno raccolti per puntare ad un nuovo modello sostenibile di scuola: bella, accogliente e che rispetti le 'voci' della cittadinanza".

Una scuola fatta su misura per bambini, genitori e insegnanti, insomma, come ha ribadito la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Rodari, Monia Lai.

Raggiante l'assessore alla ricostruzione pubblica, Maurizio Capri. "Per noi, è una giornata molto importante. Stiamo lanciando, infatti, gli appuntamenti che ci permetteranno di entrare nel vivo del processo partecipativo di ricostruzione della scuola di Sassa". Capri, però, non ha nascosto come alcune questioni siano ancora da risolvere, in particolare il problema della viabilità che, per la frazione di Sassa, è assolutamente prioritario. Ed ovviamente non si può decidere la localizzazione del plesso scolastico senza rivedere, nel complesso, la questione viabilità, tenendo conto del fatto che - lo ha ribadito Cialente - un'importante industria dolciaria vorrebbe insediarsi nel capannone ex Sercom, intorno a cui è stata realizzata la new town di Pagliare di Sassa.

Una questione non da poco, evidentemente. Che potrebbe rallentare i tempi di realizzazione della scuola. E i ritardi, se si parla di ricostruzione degli istituti scolastici, sono oramai innegabili, e gravissimi. A settembre, sei anni e mezzo dopo il sisma, più di 6mila bambini sono tornati a scuola in Moduli abitativi provvisori che mostrano, da tempo, i segni del deterioramento. Non c'è ancora un edificio che sia stato ricostruito e non è stata indetta nemmeno una gara d'appalto. Al momento, gli unici edifici scolastici dove si è avviata o conclusa la progettazione preliminare (ma solo quella) sono la scuola primaria di Arischia, la scuola primaria di Pettino “Mariele Ventre”, la scuola primaria di Coppito e la scuola d'infanzia di S. Sisto.
“Un ritardo - ha detto Cialente - imputabile al fatto che, per colpa soprattutto delle scelte sbagliate compiute da Chiodi, i soldi per le scuole ci sono stati trasferiti solo nel 2013”.

La verità è che i soldi ci sono, sono in cassa dal 2013 appunto, ma i processi di istruzione dei progetti sono lentissimi. Non solo per 'pastoie' burocratiche - come ribadito dal primo cittadino - ma anche perché il Comune ha presentato un nuovo piano di interventi soltanto nel giugno scorso, modificando in parte, e rimodulandone anche gli importi, il cronoprogramma stabilito con precedenti deliberazioni. Mostrando così di avere poche idee, e pure confuse.

"Intraprendere percorsi partecipativi - ha detto Cialente - avviare un percorso strutturato per realizzare un campus destinato agli studenti medi, significa necessariamente allungare un pò i tempi. E' il prezzo da pagare all'impostazione di metodo che abbiamo inteso dare alla ricostruzione". Forse, però, i percorsi partecipativi andavano attivati anni fa, non 7 anni dopo il sisma e con i bambini aquilani costretti ancora a frequentare i Musp, e chissà per quanto tempo.

Sta di fatto che il percorso partecipativo attivato per realizzare il masterplan della scuola di Sassa, è molto interessante e potrebbe segnare davvero un 'modo' nuovo di pensare la ricostruzione pubblica della nostra città. "Il percorso parte dall'incrocio di due necessità - ha concluso il capogruppo del Pd, Stefano Palumbo -: la prima - certificata dal Consiglio comunale con il voto favorevole al documento che ho presentato sul mondo dell'università - era rendere L'Aquila una città laboratorio per gli studenti universitari che scelgono il nostro ateneo; l'altra, era accellerare i processi di ricostruzione delle scuole. Nasce così l'idea del laboratorio che ha saputo coinvolgere anche voci fino ad oggi critiche verso l'amministrazione, come 'ActionAid' e la commissione 'Oltre il Musp', in un percorso interessante e stimolante".

 

Ultima modifica il Venerdì, 16 Ottobre 2015 14:37

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