Sabato, 19 Marzo 2016 16:50

Scatti e storie di tre fotografi aquilani, vincitori al concorso Fiipa

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Scatti e storie di tre fotografi aquilani, vincitori al concorso Fiipa Danilo Balducci

Buone notizie per la città dell'Aquila. I tre fotografi aquilani Danilo Balducci, Aristeidis Apostolopoulos e Fabrizio Politi si sono aggiudicati importanti premi nel concorso nazionale Fiipa (Fiof Italy International Photography Award).

Primo fra tutti, Danilo Balducci, già reduce dalle premiazioni dello scorso anno, si è imposto come absolute winner con il reportage "Another step and you're elsewhere”, un lavoro di circa cinquanta immagini che il fotografo ha raccolto seguendo i migranti nel loro viaggio in Europa.

"Tutto è iniziato lo scorso anno con la crisi dei rifugiati, - spiega Balducci a NewsTown - mi sono appassionato a questa tematica dal centro di accoglienza Baobab di Roma, quando c'erano i migranti che provenivano dall’Eritrea; li ho seguiti fino in Germania, viaggiando in treno con loro. Così ho pensato di ampliare il lavoro e raccontare tutto quello che stava succedendo in Europa".

Il fotografo si è recato, di volta in volta, nei punti più caldi della crisi: a partire da Lesbo, in Grecia, dove arrivano gli sbarchi dalla Turchia, passando per tutti i Paesi balcanici fino all'Ungheria e al campo profughi di Calais, nel nord della Francia, la cosiddetta "Giungla" da cui i rifugiati tentavano di arrivare in Inghilterra. Il fotografo si trova in questo momento sul confine greco-macedone. [qui aveva raccontato il viaggio dei migranti verso la Croazia]

Foto BalducciokTra le foto vincitrici del reportage, colpisce questa (clicca sopra l'immagine per ingrandirla) in cui un papà gioca con la sua bambina, attraverso la rete che li separa. "La foto - spiega Balducci - è stata scattata nel campo di rifugiati, nei pressi di Tovarnik (Croazia). C'era un mare di persone lì fuori, tutti in attesa di entrare per salire sui treni. Facevano entrare prima delle persone e poi altre, dividendo le famiglie. La calca era tanta che molti bambini rimanevano soli sui treni e gridavano, oppure c'erano genitori che dai finestrini dei treni urlavano perché i figli erano rimasti a terra. Nella foto il papà giocava con la bambina attraverso al rete, aspettando di entrare con altre migliaia di persone".

Non sono mancati, come è facile immaginare, momenti drammatici. "La foto che mi ha fatto più male scattare - dice - è quella di una bambina morta annegata in una naufragio, insieme ai genitori, che viene tirata fuori dall'acqua da un sommozzatore". Negli ultimi mesi, i media di tutto il mondo hanno assistito ad uno spettacolo disumano, ma alcuni non sono stati a guardare. "A Lesbo, - racconta ancora il fotografo - dove sono state scattate le foto delle barca, (nell'immagine di copertina, ndr.) ho appeso la macchina fotografica e sono entrato in acqua con le scarpe per aiutare a tirare fuori i bambini; e come me hanno fatto la stessa cosa molti altri fotografi".

bambino arisokAristeidis Apostolopoulos, fotografo greco, trasferitosi a L’Aquila nel 2004, ha invece ottenuto il terzo posto nella categoria ritratto (professionisti) con una foto scattata in Mali, nel 2014. "Il bambino - racconta - si trovava in una madrasa, una scuola dove gli alunni imparano a leggere e a scrivere il Corano. Tiene da una parte il libro del corano e dall'altra una tavola di legno sulla quale di solito scrivono, per poi lavarla e usarla di nuovo. Essendo per lo più musulmani, da piccoli è quasi obbligatorio andare nella scuola coranica ma poi, quando c'è il periodo della raccolto del riso, si fermano tutti e vanno a lavorare nei campi con la famiglia".

Il fotografo ha guadagnato, inoltre, menzioni d’onore nella categoria reportage ed arte. La foto fa parte di un reportage realizzato in Myanmar, all’interno di un'azienda che produce caramello in modo tradizionale. 

caramellook"Quando l'impasto è ancora caldo, - spiega - lo appendono ad un asta di legno, poi lo tirano, lo fanno allungare e con un movimento, che è quello descritto nella foto, lo lanciano in modo da farlo agganciare di nuovo all'asta di legno. Poi ripetono diverse volte questo movimento così che l'impasto diventi più morbido e le fibre si dispongano nella stessa direzione".

"Con i lavoratori - aggiunge - si è creata da subito confidenza, sono tornato diverse volte a trovarli e gli ho portato qualche stampata prima di partire; è stato davvero bello".

"Le condizioni di lavoro - continua - erano precarie: lavorano dalla mattina alla sera per guadagnare i soldi di un pasto ma non sembra importargli molto, forse grazie alla loro religione. Ho visto altre aziende di gran lunga peggiori, come i colorifici di cotone, dove le condizioni di lavoro erano pesanti per la salute: lì viene utilizzata acqua calda con i coloranti e gli operai la respirano tutto il giorno". [Il reportage completo]

Un'altra menzione d'onore è arrivata nella categoria arte con il lavoro "Breathless" (Senza respiro), realizzato per lo spettacolo Perfoming Art, in collaborazione con la scuola di danza l'Etoile. Il lavoro con le ballerine si è svolto nella Piscina Comunale dell'Aquila.

1Anche un altro giovane fotografo aquilano, Fabrizio Politi, è emerso  dal concorso. Su NewsTown aveva raccontato i suoi viaggi fotografici in Perù e Bolivia. Il fotografo ha ricevuto quattro menzioni d’onore (categoria amatoriale) in ritratto, street phography e storie. 

Il primo ritratto è stato realizzato in India nel gennaio del 2013, nella periferia di Jaipur, e più precisamente in una favelas costruita nei dintorni di una discarica.

"Questa donna - racconta Politi - usciva da una piccola abitazione in lamiera ed appena si è presentata una condizione di luce perfetta ho scattato. La particolarità sta nei suoi occhi azzurri che sono rarissimi in India e nel Bokeh (l'effetto sfocato in fotografia, ndr.)".

2La seconda immagine premiata, scattata nel gennaio 2013, ritrae una ragazza indiana, in un villaggio ai confini con il Pakistan, in mezzo al deserto, uscita di primo mattino per raccogliere l'acqua.

Nella categorie storie, si è poi inserita questa foto scattata in Cambogia nel febbraio 2016, nei dintorni di Kep. La foto fa parte di una serie di ritratti ambientati in una pozza di fango dove i bambini del luogo catturavano sanguisughe per poi rivenderle al mercato per qualche dollaro. Le sanguisughe in Cambogia, così come ragni, cavallette e serpenti, sono considerati un cibo prelibato pertanto hanno un certo valore.

 

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Ultima modifica il Lunedì, 21 Marzo 2016 09:16

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