Sabato, 14 Luglio 2018 18:16

Commedia italiana: Barillari in buca, Clooney in motorino, Banfi con Di Maio

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Jerry Calà nel film Sapore di mare di Carlo Vanzina, 1983 Jerry Calà nel film Sapore di mare di Carlo Vanzina, 1983

INFORTUNATI – Il cittadino-paparazzo romano Rino Barillari è in ospedale per colpa di una buca in via di Campo Marzio: «Ora chiedo i danni» dice il fotografo delle star del cinema a Simone Canettieri su Il Messaggero e aggiunge che per lavorare ora «Mi prendo una sedia e mi metto seduto ad aspettare. Poi scatto. Si scrive privacy, ma si legge provaci. Bisogna provarci sempre…». Lieve trauma ad un ginocchio per George Clooney, non a Roma, ma in Sardegna. L'attore, da circa un mese sull'isola per girare la serie tv di Sky Catch 22, a bordo di un motorino si è scontrato con un'automobile sulla strada 125 "Orientale Sarda", in provincia di Olbia.

COMMEDIA ITALIANA - Muore Carlo Vanzina e, accanto ai messaggi di cordoglio, la stampa e anche il pubblico sui social network dibattono sulla domanda ‘fu vero cinema?’. Ai posteri la sentenza.

Colpisce però, specialmente per un regista, questo livello di partecipazione trasversale e massiccia alla scomparsa, testimoniando, ancora una volta, la popolarità del cinema di Carlo ed Enrico Vanzina in ampie fasce di pubblico.

Tra i tentativi di rilettura della filmografia dei due fratelli Marco Giusti su Rolling Stone scrive: «Rispetto al cinema che i padri nobili della commedia stavano facendo allora […] Carlo e Enrico stavano riscrivendo la commedia all’italiana in termini moderni. E personali. Un processo che sarebbe andato avanti, con risultati anche alterni, per molti anni[…].I Vanzina saranno non solo una sorta di braccio produttivo del cinema di Berlusconi[…], ma riusciranno a delinearne, assieme a teorici della tv come Carlo Freccero […]e a Antonio Ricci, autore di Drive In e poi di Striscia, tutta la sottile costruzione estetica».

Giona A. Nazzaro su Il manifesto «La contraddizione rappresentata dal cinema di Carlo (ed Enrico Vanzina) è di essere transitati, quasi senza soluzione di continuità, da un’idea di cinema popolare, minimo, artigianale, a un cinema divenuto poi maggioritario (realizzato sovente all’ombra di Mediaset)[…] I migliori film di Carlo Vanzina ci lasciano, invece, il desiderio di tutti quelli che non ha fatto o che ha scelto di non fare, assecondando una macchina che ha sfornato successi, segnato almeno due decenni, ma che avrebbe senz’altro potuto dare di più…». Paolo Mereghetti sul Corriere: «non ha mai abdicato alla voglia di credere in quel prodotto medio che l’industria italiana da troppi anni non è più stata capace di coltivare. E che lui invece aveva sempre inseguito».

Stesso giornale a firma di Maurizio Porro: «Una produzione imponente per numero di titoli (una settantina oltre alle serie tv), certo non tutti riusciti e neppure tutti di successo, ma a corrente alternata con la foga di non tralasciare nulla, appuntando voci e volti, factory all’italiana, affamata di osservare le mutazioni anche più sgradevoli, un Dagospia in servizio permanente».

Fa loro eco Valerio Caprara su La Stampa: «[…]accanto a titoli irresistibili […] non mancano i film brutti, le fotocopie, i prodotti più ‘getta che ‘usa’, le trame imbastite su fenomeni effimeri, se non odiosi: ma nel contempo è importante riconoscere che la galleria dei loro amabili mostri non  fa che ribadire l’indiavolata vitalità di quel modello di commedia che teniamo a considerare italiano tout court piuttosto che genericamente all’italiana».

Poi torniamo alla cronaca dei vivi e apprendiamo che Jerry Calà aveva esternato: «Tutti in tv si chiedono dove troverà questo governo i soldi per mantenere le promesse elettorali. Basterebbe che il precedente governo gentilmente svelasse dove ha preso tutti quei miliardi per salvare le banche... » e Lino Banfi si fa fotografare a tavola con Luigi Di Maio.

PRINCIPESSE? - Disney ha selezionato 21 autrici provenienti da 13 paesi per girare cortometraggi ispirati alla vera storia di donne che le hanno influenzate e che lavorano in vari ambiti professionali, la serie si chiamerà Dream Big Princess, informa Giovanna Branca su Il manifesto. L’iniziativa sostiene la fondazione «Girl Up – Uniting Girls To Change the World» delle Nazioni Unite a favore della preparazione delle donne di tutto il mondo per l’uguaglianza di genere. Annunciata anche la serie Rai Illuminate, quattro film dedicati a Margherita Hack, Palma Bucarelli, Krizia e Rita Levi Montalcini, dal 9 settembre su Rai3 con protagoniste Francesca Inaudi, Valentina Bellè, Carolina Crescentini e Caterina Guzzanti dirette da a Emanuele Imbucci, Elisa Amoruso, Gianfranco Giagni, Giacomo Faenza.

Tratto da: Hai letto di… #13  - frankenstein discrezionale di notizie di cinema, 30 giugno-6 luglio.

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