Giovedì, 12 Dicembre 2013 14:30

Facebook si riempie di grandi opere, un “gioco” per mantenere viva l'arte

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'Secessione viennese'. Gustav Klimt 'Secessione viennese'. Gustav Klimt

Da qualche giorno le bacheche Facebook di tutta Italia si sono riempite di grandi opere degli artisti più svariati, da Klimt a Dalì, passando per Friedrich e Turner. Merito di un'iniziativa lanciata nel Social Network, che recita “Questo è un gioco per mantenere viva l’arte. Se clicchi ‘mi piace’ ti assegnerò un artista. Non importa se non conosci le sue opere, cerca su Internet, scegli quella che ti piace di più e pubblicala su FB.

Le origini sono da attribuire alla recente, ed altrettanto grandiosa, iniziativa proposta online: la #settimanadell'artefb. Questo evento, svoltosi durante la prima settimana di dicembre, consisteva nell'impostare come immagine del profilo un'opera d'arte. La semplice condivisione di opere, più o meno famose, ha come scopo quello di far tornare a discutere di arte. L'ambiente dei Caffè, dove idee ed opinioni si scontravano e diffondevano nell'aria, creando nuovi odori e nuovi pensieri ci sembrano oggi lontani e fuori dalle nostre abitudini.

Oggi l'arte ha bisogno di essere mantenuta in vita, come un malato terminale, al quale nessuno rivolge più lo sguardo. La stessa arte eternamente viva, capace di parlare agli uomini di ogni luogo e di ogni tempo, oggi sta morendo.

I tempi forse sono diventati troppo frenetici per la contemplazione dell'arte? Se la risposta è sì, la “catena” che si è diffusa su Facebook è una gran trovata. Questo perché nella gran parte del tempo(perso) che trascorriamo tra lo schermo del pc e quello di uno smartphone, ridiamo ed annulliamo i pensieri davanti ad “epic fail” e battute poco intelligenti. Allora se per estraniarci dai demoni di ogni giorno abbiamo bisogno di guardare dentro uno schermo, tanto vale osservare opere d'arte, arricchendo il proprio patrimonio.

"L' arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita." Karol Wojtyla

di Letizia Ciuffini

 

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