Martedì, 17 Marzo 2015 17:45

Da Ferradini a Califano, attraversando le impressioni di settembre

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La copertina dell'Ep Teorema La copertina dell'Ep Teorema

Parte oggi un viaggio indimenticabile di Gianluca Racano sulle pagine di news-town.it. "Brevinote" è una nuova rubrica a puntate, che vi porterà alle note e alle parole delle canzoni più amate della musica italiana. In ogni appuntamento Gianluca Racano recensirà, con lo stile graffiante e l'ironia che lo contraddistingue, tre canzoni: "Un disonesto Bignami sulla musica italiana, per di più del tutto arbitrario", lo definisce l'autore. In questo primo appuntamento, si parte con Teorema, Impressioni di settembre e Tutto il resto è noia. Buon divertimento.

Teorema / Marco Ferradini

Autori: Marco Ferradini, Herbert Pagani
Genere: Pop / Ballata
Edizione: Qdisc, Spaghetti
Incisione: Schiavo senza catene
Data: 1981

Riuscitissimo manualetto sull'amore maschile verso le donne. Un uomo mollato di recente fa il punto sui massimi sistemi sentimentali. Se fai il mellifluo con una donna, quella ti lascerà, se invece fai il duro ti amerà. Ma le cose non stanno così; alla terza strofa interviene un misterioso interlocutore che avverte della fuga anche della donna trattata male, e rimette a posto la realtà in modo ecumenico e un po' democristiano. Uomo mollato, sbagli, dice l'interlocutore, cerca di essere te stesso e vedrai che troverai il vero amore. Il problema è per gli schizofrenici e i pirandelliani; quale degli infiniti sé stessi? Ferradini vince il Superenalotto grazie al testo del poliedrico Herbert Pagani (L'autore-traduttore prematuramente scomparso di Albergo a ore).



Impressioni di settembre – Premiata Forneria Marconi (Pfm)

Pubblicazione: 1971
Album di provenienza: Storia di un minuto
Genere: rock progressivo
Etichetta: Numero Uno ZN 50126

Una formidabile sintesi di tecnica, passione, ma soprattutto epica bucolica. Il pezzo acquista fama nel corso dei decenni, ed oggi si gioca la palma della più bella di sempre, con un doping di popolarità dato dalle frequentissime cover (ricordiamo Battiato, Marlene Kuntz e Renga). Il testo è di Sua Testualità il Maestro Mogol, che dona gloria pittorica e malinconica a una passeggiata all'alba, in campagna, al primo frescolino autunnale. La poesia bucolica conosce qualche inciso sentimentale, con un paio di penso a te, che ci ricordano che si tratta pur sempre di Mogol. Musicalmente, è celebre il crescendo finale col Moog, il sintetizzatore tipico del progressive, che ne fa il crescendo finale più famoso della storia del rock italiano. 

 

Tutto il resto è noia / Franco Califano

Pubblicazione: 1976
Etichetta: Ricordi (SMRL 6199)
Arrangiamenti: Pancho Aranda

Contro il naturale decadimento dell’amore non si può fare niente, e inesorabile è la discesa dall’entusiasmo della prima sera, con annessa prestazione sessuale olimpionica, ai silenzi della coppia bell’e fatta davanti alla TV. Il Califfo, emarginato a metà degli anni ’70 perché edonista e individualista in epoca di pensiero forte e libretti rossi, viene recuperato dagli anni '90 in poi, diventando punto di riferimento della rinascita della vivace scena romana, dar Piotta a Sinigaglia.
Sfacciate, nell'immaginario Califano, le suggestioni criminali; in copertina del 33 giri omonimo (Tutto il resto è noia) figura un bellissimo bambino biondo, Eros Turatello, figlio di Francis, rivale e poi amico di Vallanzasca. Una puntata di Romanzo Criminale, versione serial tv, ne racconta la presenza come ospite di lusso cantante nelle feste da'a bbanda da'a Magliana. Presenza confermata dallo stesso Califano, all'epoca pendolare tra carcere e bella vita. 

Ultima modifica il Martedì, 17 Marzo 2015 18:22

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