Domenica, 20 Aprile 2014 11:07

Natale con i tuoi (e Pasqua con chi vuoi)

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Che poi…chi ci ha mai creduto? Al massimo la Pasquetta, perché anche la Pasqua, almeno da noi, è sempre stata un affare di famiglia, ovviamente gastronomico!
E anche il Lunedì di Pasqua, nessuno scampa ad un’allegra arrostata all’aria aperta, quasi come se il giorno prima avessimo digiunato…
Ma andiamo con ordine, perché’ a L’Aquila il giorno di Pasqua è impegnativo, molto più del Natale! Si comincia, infatti, a scaldare i motori dalla mattina, tanto per far capire allo stomaco cosa lo attende.
Ma vediamo come si estrinseca il nostro estro culinario per la Benedetta colazione pasquale!

La Pizza di Pasqua
Il mostro sacro di Pasqua. Solitamente ci vogliono tre giorni di lievitazione, notti insonni e incubi annessi. C’è anche chi la compra gia’ pronta, fatto sta che, sarà il suo profumo, la sua forma perfetta, tutti quegli zuccherini colorati – che, diciamoci la verità, sono la parte più buona- o forse, molto più probabilmente, il suo gusto perfetto sia con la cioccolata che con un bel pezzo di salamino, è uno dei must di una colazione di Pasqua aquilana che sia degna di questo nome!

I salami
Di fegato, piccanti, dolci, ovali, rotondi, aquilani, di Campotosto…ma quante ne sappiamo?
L’aspetto più delicato della questione è stabilire la giusta proporzione tra lo spessore della fetta del salame di turno e la dimensione del carboidrato (pane o la sopracitata pizza) da abbinare. Occhio quindi a scegliere l’affettatore adatto!

Le uova sode
Ore ed ore passate da bambini a decorarle, cercando di non romperle per scongiurare il pericolo di contaminazione con la pittura delle tempere all’interno del guscio, e poi? Non le vuole mai nessuno! Sfido io…con tutto quel ben di Dio, chi sceglierebbe un uovo sodo?
D’accordo, d’accordo, giusto uno per devozione, visto che è anche benedetto!

La coratella
E dulcis (mica tanto) in fundo, almeno un assaggino di questa dolce meraviglia del quinto quarto, non ce la leva nessuno, soprattutto quando è servita tiepida. Qualche famiglia avanguardista la insaporisce con i carciofi, ma di sicuro la versione classica non tradisce mai.

Insomma, qualunque sia la vostra ricetta per la colazione della resurrezione, fate in modo di consumarla entro mezzogiorno, visto che, dopo quell’ora, la cucina, a meno che non siate in brigata, per voi sarà di nuovo off limits!
Ma come perché’? State scherzando? Perché’ bisogna preparare il pranzo…che domande!

E allora è proprio il caso di augurarvi: in bocca al lupo per una buona Pasqua!

A cura della scuola di cucina Quantobasta. www.qbscuoladicucina.it

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