Mercoledì, 02 Aprile 2014 19:02

L'uomo e la donna

di 

"Non mi sembrava possibile che tra tanta gente, che tu ti accorgessi di me"

di Gianpaolo Della Cagna. Impropriamente presa in prestito da una bella canzone di Gino Paoli, la frase appena citata offre lo spunto per riflettere su quanto sia complesso l'evento che porta all'incontro tra due persone e alla scelta del partner.

Per quanto misterioso e poetico sia il "fatto" dell'innamoramento, ciò che conduce alla formazione della coppia si fonda su un bagaglio di bisogni e aspettative reciproche, le quali sebbene per la maggior parte si attestino ad un livello non cosciente, finiranno per influenzare in modo determinante la vita di due persone che decideranno di legarsi. Quando si sceglie qualcuno con cui condividere la propria vita, per forza di cose, la scelta non riguarderà esclusivamente l'oggetto d'amore. Ognuno di noi porta con sé una storia fatta di gioie, sofferenze e ferite che attendono di essere curate; la "scelta", di conseguenza, è accettazione e consapevolezza di tutto ciò.

L'incontro tra un uomo e una donna quindi, può essere descritto come l'incontro di due storie. Ciò che contribuirà in maniera determinante alla formazione del legame di coppia è la "certezza" che l'altro potrà finalmente essere la cura delle ferite, e il risarcimento per quello che la vita non è stata capace di dare. Un uomo e una donna che saranno in grado di dare risposta ognuno ai bisogni dell'altro, saranno destinati, probabilmente, e al netto delle difficoltà fisiologiche che riserverà la vita di coppia, a trarre nutrimento e soddisfazione dal legame reciproco.

Succede tuttavia di tanto in tanto, tutti lo abbiamo sperimentato almeno una volta, che l'uomo e la donna sembrano parlare due lingue differenti pur condividendo la stessa grammatica, sembrano appartenere a due culture lontane anni luce anche se sono nati nello stesso quartiere. Non ci si intende più, con tutto il carico di frustrazione e delusione che questo comporta. Ma è necessario tenere presente che quando entrano in gioco bisogni profondi, la cui consapevolezza non è sempre totale, è l'inconscio che parla; è l'irrazionale che sale in cattedra e prende la parola.

L'essere di ogni individuo è plasmato dalle esperienze del quotidiano, ed è proprio per mezzo dell'esperienza passata di ognuno che il neuropsichiatra e psicoterapeuta belga Mony Elkaïm, cerca di dare senso alle grandi incomprensioni che spesso sembrano attanagliare e paralizzare la coppia.

Poniamo che un uomo e una donna si incontrino e si scelgano, ognuno di loro porterà con sé i propri bisogni e le proprie paure. Ammettiamo che "lei" desideri che il suo compagno le stia vicino, ma che sia intimamente convinta, a causa di tutto ciò che la vita le ha riservato, che è molto pericoloso avvicinarsi a chiunque, perché l'abbandono sarà comunque inevitabile. Ipotizziamo poi che "lui" voglia fortemente essere accettato, da tutti, e in modo particolare dalla sua compagna, ma che abbia ben radicata in sé, sempre a causa delle sue esperienze passate, l'intima convinzione che sarà in ogni caso destinato ad essere respinto. Quello che succede in un caso simile è che ad ogni tentativo di "lui" di avvicinarsi, lei non potrà che fare un passo indietro, perché troppo grande sarà il pericolo di un nuovo abbandono. Meglio tenere alta la guardia! Dal canto suo, "lui" interpreterà il passo indietro della sua compagna come un rifiuto che confermerà la sua paura più grande: l'ineluttabile destino di essere respinto. sempre!

L'esempio appena citato può sembrare un caso limite, e probabilmente lo è; ben si presta però a spiegare quanto sia pieno di insidie, complesso e meraviglioso, il "mondo" creato da un uomo e una donna che si scelgono e decidono di legare l'uno all'altra le loro esistenze. Nel momento esatto in cui due persone si incontrano ha luogo una nascita, tra di loro sboccerà immediatamente una terza entità; non si tratta di un bambino, tuttavia i due innamorati saranno da subito responsabili di un'altra creatura altrettanto fragile e bisognosa di cure: la relazione. La coppia, nel momento esatto in cui si potrà definire tale, non sarà mai più da sola, ma tra i due protagonisti ci sarà sempre un "terzo" che li accompagnerà per sempre.

Nutriente, salvifica, a volte ingombrante o difficile da gestire, sarà la relazione che caratterizzerà la vita di una coppia. Come detto, il legame appena nato, allo stesso modo di un bambino in fasce, non potrà che essere indifeso, bisognoso di premure e attenzioni. Con il passare del tempo crescerà, diventerà più forte e probabilmente capace di resistere a qualche disavventura. Ma non è detto, correrà anche il rischio di indebolirsi e diventare sempre più fragile, fino a rendersi quasi invisibile. L'esistenza del legame trarrà linfa vitale dalle attenzioni che saranno capaci di dedicargli coloro che lo hanno creato. Sarà quindi, alla salute della relazione che quotidianamente la coppia dovrà volgere lo sguardo; d'altra parte è soltanto nell'incontro di due partner che la matematica sconfessa la propria oggettività perché, come ha ben osservato Philippe Caillé: quando si incontrano due persone, uno più uno fa tre.

di Giacomo Della Cagna

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