Domenica, 09 Marzo 2014 14:55

Verso Brasile 2014. l'analisi del girone 2: Spagna, Olanda, Cile e Australia

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Diego Costa, brasiliano che giocherà con la Spagna Diego Costa, brasiliano che giocherà con la Spagna

La Spagna non può, non deve vincere questi mondiali. Tra il 2008 e il 2012 ha spazzolato due europei e un mondiale. L’ultima volta, agli europei del 2012, ci hanno irretiti e tritati in finale, 4-0. O perché gli avversari speriamo abbiano imparato come sopravvivere al Tiki-Taka, o per una questione statistica, escludiamo che la Roja andrà oltre le semifinali. Il tema del girone è semplice, ed è quello classico dei triangoli amorosi. Olanda e Spagna favorite, Cile fastidioso incomodo. L’Australia potrà solo scongiurare il cucchiaio di legno. Spagna-Olanda è stata pure la finale dei mondiali del Sudafrica del 2010. Rovesciando i luoghi comuni, la Spagna fu bella, l’Olanda rognosa. Ne uscì una partita ruvida, decisa al quattrocentotrentaduesimo minuto da Iniesta. Non si capisce la logica per cui le due finaliste dell’ultima edizione dei mondiali debbano sfidarsi al primo turno. Le teste di serie devono averle decise col criterio ambarapacciciccocò

 

Spagna. Il centrocampo è formato dalla solita combriccola di incantatori di serpenti: Xavi, Fabregas, Iniesta, etc. La celebrità dei pluricampioni darà in lascito, alle future generazioni, una gioiosa filastrocca, come le nostre Zoff Gentile Cabrini o Bacigalupo Ballarin Maroso. In attacco, oltre a Torres, ci sarà il centravanti dell’Atletico Madrid Diego Costa. La storia di Diego Costa è nota: brasiliano come una canzone di Caetano Veloso, il nostro, il 29 ottobre del 2013 è andato dal notaio per abdicare al Brasile e diventare spagnolo. Il tutto, dopo aver pure esordito con i verdeoro in alcune amichevoli, tra cui contro l’Italia. E contro l’Italia ha esordito nell’amichevole Spagna-Italia 1-0 del marzo 2014. Per via del gran rifiuto, Scolari s’è incazzato come una biscia e gli ha dato dell’infame traditore. Vediamo come se la caverà in caso di incrocio fratricida, possibile agli ottavi di finale. La difesa pure è celebre. Tra i divi della linea a 4 spiccano i 192 centimetri di Piquè, cui prima o poi qualcuno dovrà pure rigare la macchina per essere il fidanzato di Shakira.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-3-3) Casillas; Arbeloa, Sergio Ramos, Piquè, Jordi Alba; Busquets, Xavi,Fabregas; Iniesta, Pedro, Diego Costa. All.: Del Bosque

 

Olanda. La storia degli ultimi 40 anni dell’Olanda è bella e triste come un amore impossibile. Nel 1974, 1978 e 2010 è stata battuta in finale. Una storia straziante, anche statisticamente. Sarà per le belle magliette fluo arancioni, sarà per l’odore acre dei coffee shop, o perché i raduni dell’Olanda anni '70, visti da lontano, sembravano la prateria di Woodstock, ma noi dell’Olanda siamo tifosi. Unica eccezione alla regola triste della quasi-vittoria, fu il trionfo agli europei del 1988, con Van Basten a regalare in finale una delle cartoline più famose della storia. Sulla squadra d’oggi, si tratta di mantenersi ai livelli eccelsi degli ultimi anni. Le premesse ci sono in attacco, con un cammino pazzesco nelle qualificazioni, con 9 vittorie e un solo pareggio contro l’Estonia. Dietro ai pelati Robben e Snejider, il bronzo di Riace romanista Strootman, imponente e autorevole manco avesse 40 anni, e invece ha davanti a sé circa 5 tra mondiali ed europei. Perplessità tra i pali, dove si sono alternati recentemente Stekelenburg (che si legge stranamente Steklenburg), Krul, Vorm, Vermeer e Cillessen, ed in difesa, messa a giro con scarso ritegno nell’amichevole di marzo da Benzema e compagni (Francia-Olanda 2-0).

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-2-3-1) Krul; Janmaat, Vlaar, Martins Indi, Willems; Clasie, Strootman; Lens, Sneijder, Robben; Van Persie. All.: Van Gaal

 

Cile. Il tema tattico è il seguente: se ad Arturo Vidal gli prendono i 5 minuti sono cazzi amari per tutti. Abbiamo imparato a memoria lo juventino negli ultimi anni. Salvo rare amnesie o scatti di nervi da spacciatore guercio, si tratta di uno spot del calcio moderno, impietoso cocktail di resistenza e capacità all’istesso d’offendere e difendere. In attacco un monumento del calcio cileno, nonostante l’età (nativo del 1988): Alexis Sanchez. L’ex Udinese, oggi nientemenoche al Barcellona, è ormai maturo, 36 gol in 77 partite a fianco di Leo Messi. Al Niño Maravilla hanno pure dedicato una via nel luogo di nascita, Tocopilla, dove evidentemente non è necessario schiattare per avere un onore del genere. A leggere bene la formazione, misà che sarà proprio dura, per almeno una tra Spagna e Olanda. Tra i cileni ci sono un sacco di ceffi incattiviti dal campionato italiano, come Mati Fernandez (Fiorentina), Mauricio Pinilla (Cagliari), Mauricio Isla (Juventus), Carlos Carmona (Atalanta). L’allenatore è l’argentino Sampaoli, vigoroso e vincente come può essere chi come lui ha interrotto la carriera di calciatore per una gamba spezzata.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (3-4-1-2) Bravo; Medel, Gonzalez, Jara; Isla, Diaz, Vidal, Mena; Valdivia; Sanchez, Vargas. All.: Sampaoli

 

Australia. Si trattasse di rugby, straccerebbero i colleghi di girone e sarebbero favoriti per il titolo mondiale. Ma a poli schiacciati, il pallone dovrebbe regalare ai Socceroos, dell’esperienza brasiliana, solo qualche credito buono per la formazione e per il curriculum. Nel 2006 ci fecero vedere i sorci verdi agli ottavi di finale, risolti solo al 91° da un rigore der Pupone concesso assai generosamente. E fu dolce viatico per il trionfo di Berlino. Comunque, l’Australia è al terzo mondiale di fila, conquistato nel girone asiatico perché la FIFA ha deciso che è troppo facile conquistarselo contro gli All Blacks e gli atolli destinati agli esperimenti nucleari. Star della squadra, si fa per dire, è il vecchio Tim Cahill dei New York Red Bulls, compagno di squadra di sua maestà Thierry Henry. Da seguire giovani interessanti come Tom Rogie, talento del Celtic classe 1992. La labilità e la fragilità degli australiani è dimostrata dalla recente amichevole contro l’Ecuador, persa ignobilmente per 4-3 dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 3-0.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-2-3-1) Schwarzer; Wilkshire, Neill, Ognenovski, Mckay; Milligan, Bresciano; Kruse, Holman, Oar; Cahill. All.: Postecoglou

 

LE QUOTE DI WILLIAM HILL: La Spagna è data a 8 come campione del Mondo, seconda solo al Brasile. L’Olanda è data a 29 (Nel mondiale 2010 era data solo a 16, segno che gli allibratori ne segnalano in sensibile calo le possibilità), il Cile a 51. Chiude l’Australia, con la quotazione astronomica di 751. La Spagna è data ampiamente favorita come vincente del girone (1,72, secondo me troppo), segue una discreta incertezza tra Olanda (3) e Cile (5,50).

IL CAMMINO SUCCESSIVO AL PRIMO TURNO. Incrociando il Girone 1, è molto probabile che la qualificata come seconda dovrà salutare il torneo già dagli ottavi di finale, dovendo incontrare il Brasile, che deve arrivare almeno in semifinale sennò che li ha organizzati a fare questi mondiali. Perciò, sarà lotta serrata per arrivare primi. Se fosse la Spagna dovrà dunque incrociare una tra Messico e Croazia agli ottavi, e poi, ai quarti, la vincente degli ottavi tra la prima del girone dell’Italia e la seconda del Girone C. Non è quindi affatto da escludere uno Spagna-Italia ai quarti di finale.

Ultima modifica il Domenica, 09 Marzo 2014 15:34

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