Domenica, 09 Marzo 2014 14:54

Le feste di aprile: 3 itinerari per scoprire l'Abruzzo

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Il nostro blog parla di viaggi e di turismo responsabile, parla del nostro territorio ma anche di posti più lontani, da visitare o da sognare. In questi mesi abbiamo raccontato luoghi più o meno nascosti nel giro di qualche chilometro dall’Aquila e forse qualcosa in più: suggerimenti per gite fuori porta ma anche luoghi, parchi e borghi di cui avete potuto scoprire pezzetti attraverso gli occhi e le parole di chi scrive.

Nel mese di Aprile, non so se avete già avuto lo sguardo lungo sul calendario, avremo ben tre festività con la possibilità di organizzare il cosiddetto ponte. Ci organizzeremo quindi per fare le valigie e scappar via, ancora una volta, verso una nuova destinazione. E chi può farà lo stesso anche nel resto d’Italia. Aggiornamenti sul traffico in tilt, partenze e rientri saranno all’odg dei telegiornali di Pasqua, 25 Aprile e Primo Maggio.

Voi dove andrete? Gli italiani dove andranno? E se invece qualcuno volesse restare in zona, o se a qualche “forestiero” dovesse venire in mente di cogliere l’occasione per venire in Abruzzo, cosa potrebbe visitare e fare in quei giorni? Spesso e volentieri ci lamentiamo che la nostra regione, attraversata da numerosi parchi naturali, dove puoi andare dal mare alla montagna in un’ora e mezza di macchina, pur avendo una vocazione squisitamente turistica, non è adeguatamente promossa e valorizzata nei circuiti del settore, anche se non hannulla da invidiare a tanti luoghi della Toscana o del Trentino Alto Adige.

Eppure, lettori miei, questa volta dobbiamo ricrederci. Adottando il procedimento inverso, e quindi addentrandoci nelle proposte di turismo responsabile per le festività di Aprile, abbiamo trovato due o tre proposte che consentono di conoscere a fondo oltre a borghi, parchi e buona cucina del nostro Abruzzo interno, anche feste e tradizioni popolari.

Partendo dai giorni di Pasqua potremmo, prima del famigerato pranzo in famiglia, fare un salto a Sulmona, città dei confetti e del poeta latino Ovidio, per assistere al rito della “Madonna che scappa in piazza”. Scappa? La Madonna? Atei o credenti, il rito folcloristico-religioso di origine medievale organizzato da secoli dalla Confraternita di S. Maria di Loreto va visto almeno una volta nella vita. La splendida piazza della città si riempie ogni anno di folla che assiste alla rappresentazione: sotto le arcate dell'acquedotto il trono con la statua del Cristo Risorto, e dalla parte opposta la Madonna in lutto, che uscirà dalla chiesa di S. Filippo alla lieta notizia della Resurrezione annunciata dai discepoli Pietro e Giovanni. La statua, ovviamente portata in spalla dai membri della Confraternita, percorrerà la piazza dapprima con passo incerto, poi riconoscerà il Figlio risorto che l'attende e inizierà una corsa sfrenata, durante la quale le cadrà il mantello nero del lutto.

Le resterà indosso un vestito dei colori della festa, dal volo di colombe e scoppi di fuochi. 12 o 15 secondi in tutto. Velocissimi, per gli spettatori. Forse interminabili per chi fa questo sforzo. Provare per credere!

E, rimanendo in tema di cose che vanno viste almeno una volta in Abruzzo, ecco un’altra proposta, per il 25 Aprile, che farà senz’altro sgranare gli occhi ai bambini, poco abituati a vedere da vicino animali che non siano cane e gatto, ma che sorprenderà anche gli adulti. Ad Anversa degli Abruzzi, presso il Bioagriturismo La Porta dei Parchi, si terrà la Festa della Tosatura, in cui le pecore saranno “liberate” dalla preziosa lana in quella che è una vera e propria giornata di festa. Mani esperte arrivano da vicino ma anche da molto lontano ogni anno per questo rito: casari abruzzesi e Maori neozelandesi si incontrano per far rivivere saperi millenari che non hanno confini geografici. 1200 pecore di razza sopravvissana in poco meno di due giorni di lavoro, tra il ronzio incessante del rasoio per la tosatura, il belare delle pecore e l’abbaiare dei cani pastori: pochi minuti et voilà, un altro rito unico da non perdere, non senza adeguati momenti di sosta culinaria con pane, formaggi, conserve e salumi squisitamente a chilometro zero.

Ultimo appuntamento, il ponte del Primo Maggio. Giornalisti e televisioni da tutto il mondo, persone da tutta l’Italia accorrono nel piccolo paese di Cocullo per assistere all’antico rito dei Serpari. Connubio meraviglioso tra religione pagana e cristiana la festa di San Domenico Abate, protettore dagli animali velenosi, è caratterizzata dalla presenza di insoliti animali domestici, i serpenti, che ogni anno per l’occasione vengono presi nelle campagne circostanti e vengono messi sulla statua del Santo che esce dalla chiesa in processione.

La ricerca dei serpenti inizia con lo scioglimento della neve, ed è fatta da persone esperte, i serpari appunto, che adottano le stesse tecniche degli antichi maestri utilizzando cassette di legno invece che recipienti di terracotta. Nell’attesa generale gli occhi stupiti di tutti si posano su anziani, adulti e bimbi di Cocullo che tengono tra le braccia i serpenti, del tutto innocui, in un tripudio di canti e preghiere e…fotografie!

C’è chi riflette e proprio non riesce, chi invece si arma di coraggio e, stringendo i denti in un sorriso un po’ tirato, si fa fotografare con gli splendidi veri protagonisti della festa a mo’ di sciarpa. Un rito dalla straordinaria bellezza che si ripete ogni anno sotto gli occhi di migliaia di persone e che trova la sua origine remota nella trasformazione del culto pagano per la Dea Angizia in quello cristiano di San Domenico.

Un’altra esperienza da fare in Abruzzo, per chi viene a visitare la nostra regione tra fine Aprile e inizio Maggio ma anche per noi che viviamo qui tutto l’anno. Tre idee per le cosedavederealmenounavoltanellavita, no?

Ultima modifica il Martedì, 11 Marzo 2014 18:09

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