Lunedì, 24 Febbraio 2014 16:41

Verso Brasile 2014: l'analisi del girone 1

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Neymar, star del Brasile Neymar, star del Brasile

I mondiali di calcio in Brasile rischiano di diventare una roba scontata, come i mondiali di rugby in Nuova Zelanda, i mondiali di birra a Monaco di Baviera oppure guardare un film porno a casa di Rocco Siffredi. Quindi, molti di noi tiferanno contro il Brasile, perché è naturale tifare contro i più forti, con lo spirito di chi guarda la partenza delle Formula Uno sperando nello schianto, alternativa al tedio domenicale delle macchine ronzanti ordinatamente. Nel 1950 i gufi ebbero, per inciso, la meglio, perché nell’unico mondiale in Brasile organizzato finora vinsero gli infidi uruguagi, con allegata tragedia nazionale, depressione e suicidi tra i tifosi brasiliani. Al primo turno però sarà tosta, perché i colleghi di girone dei padroni di casa sono scarsotti. Una presenza europea mediocre (Croazia), il Messico, e i nipotini di Nkono e Milla, I camerunensi, che dovrebbero essere copia sbiadita di quelli di Spagna ’82 e italia ’90.

 

Brasile. Il Brasile s’è risparmiato i gironi di qualificazione, come nazione ospitante, e ha effettuato una serie di esibizioni amichevoli di avvicinamento alla manifestazione. Da ricordare il 3-1 contro il Portogallo del settembre scorso , il 2-2 contro l’Italia di marzo 2013, e la vittoria (più o meno a mani basse) nella Confederations Cup. Dal 2012 poi è tornato di nuovo alla guida della nazionale Luis Felipe Scolari, campione del mondo nel 2002 (i mondiali di Ronaldo, per intenderci), dopo la parentesi Mano Menezes. Scolari ha 65 anni, e stupisce la controtendenza rispetto a un numero nutrito di allenatori moderni, giovani e con un grande fascino erotico. Il nostro ha anche il passaporto italiano, così che, in caso di vittoria finale del Brasile, potremo menarcela col fatto che un pezzetto di coppa del mondo sarà italiana. Il trio d’attacco dovrebbe essere composto da Fred, mattatore nella finale della Confederations contro la Spagna, e due attaccanti più arretrati, Hulk (alla prima buona prestazione i giornalisti italiani andranno in solluchero potendo titolare "l’incredibile Hulk") e la stella Neymar, del Barcellona che, mentre Baggio sbagliava il rigore di Pasadena, era sul punto di compiere due anni e mezzo. La vittoria dei mondiali cambierà la capigliatura di molti adolescenti, sicuri emuli della stellina. Da segnalare a centrocampo Paulinho, che giusto i più malati di voi conoscono perché gioca (solo) col Tottenham Hotspurs.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-3-3) Julio Cesar, Dani Alves (Maicon), Thiago Silva, David Luiz, Marcelo, Luiz Gustavo, Paulinho, Oscar; Hulk, Neymar, Fred. All.: Scolari

 

Camerun. Grossa curiosità per la pronuncia dei telecronisti del centrale dell’Olimpique N’Koulou. Effetto comico garantito su situazioni tipo "cross…la prende N’Koulou (sottintesa la palla)". Probabile la pietosa trasformazione del centrale in un più accettabile Nkolà o Nikulù. Il Camerun, solitamente portatore di colore, tecnica e virile allegria, s’è un po’ imborghesito con le contaminazioni europee. Lo ricordiamo con affetto per averci dato il via libera, nell’82, per andare a schiantare nell’ordine Argentinabrasilepoloniaeggermania, mica Costa Rica e Nuova Zelanda. Su quell’episodio pesano le analisi malfidate e zelanti di Oliviero Beha, che parlò di Leoni d’Africa degradati in gattoni verso il pagamento di somme di denaro. Si rispose in coro, fideisticamente, "ma quando mai?". Qualificatasi dopo lo spareggio vinto contro la Tunisia, battuta con un netto 4-1 (reti di Webo, Moukandjo, Akaichie Makoun. Ripetete e mandate a memoria), i Leoni d’Africa schierano, tra gli altri, l’ex interista Samuel Eto’o. L’allenatore è il tedescone Volker Finke, preso dal Colonia nel 2013. A centrocampo, tostissimo, il blaugrana Song oltre che i vari Makoun (tristemente noto ai tifosi della Fiorentina per un gol con il Lione al Franchi in Champions) Mbia ed Enoh. In avanti il monumento Samuel Eto’o, spesso affiancato da Webo, quest’ultimo da tempo in Turchia prima con l’Istanbul e poi col Fenerbahce.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-4-2) Itandje; Nyom, N’Koulou, Chedjou, Assou-Ekotto; Enoh, Song, Makoun, Mbia; Webo, Eto’o. All.: Finke

 

Croazia. Vittima sacrificale, in linea di principio, del Brasile nel match inaugurale. Da sempre apprezzata per la folkloristica divisa a tovaglia, a scacchi bianchi e rossi, adorata dalle casalinghe e dai più piccini. Si è qualificata battendo ai play off l’Islanda (bella roba, ci sarebbe riuscita pure la Vibonese). Celebre la partecipazione ai mondiali del 1998, sconfitta solo in semifinale dalla Francia, con una doppietta di Thuram che così violò in modo colossale le sue consegne di difensore. Come da tradizione, i transadriatici (!) sono rognosi come un enfisema e belli come la costa di Makarska. Modric è un centrocampista di rara completezza. Dirige, offende, ricama, passaggia e a volte segna. Definito il Crujiff croato, ma non è detto che se fossero coetanei Crujiff non sarebbe stato definito il Modric olandese. Modric è sicuramente il calciatore più rappresentativo, ma segnatevi i nomi di Mandzukic (27 gol in due stagioni col Bayern), di Corluka e del vocalizzato Srna. C’è pure la presunta stella Kovacic, l’interista che però è una iattura per chi ce l’ha al fantacalcio, annoiato e scostante com’è.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-2-3-1) Pletikosa; Srna, Corluka, Simunic, Pranjic; Vukojevic, Modric; Perisic, Rakitic, Kranjcar; Mandzukic. All.: Kovac

 

Messico. Ambiente esplosivo quello mexicano. L’attuale ct Miguel Herrera infatti succede in brevissimo tempo a Vucetich, Tena, de la Torre, Ciampi, Letta e Renzi, confermato grazie alla qualificazione ai mondiali ottenuta in uno spareggio contro la Nuova Zelanda per 5-1. Non manca, come tradizione, un calciatore che si chiama Hernandez, da non confondere con l’Abel Hernandez che gioca col Palermo o con Patrick Hernandez che cantava Born to be alive. Javier Hernandez è un attaccante del Manchester prolificissimo soprannominato Chicharito (Pisellino) perché suo padre, Javier Hernández Gutiérrez, era soprannominato Chícharo (pisello), perché aveva gli occhi verdi come due piselli. Anche il nonno materno Tomás Balcázar è stato un calciatore, ma grazie al cielo non fu soprannominato pisellone. Scommettiamo qualche euro sul trequartista del Villarreal Giovanni Dos Santos, che dovrebbe giocare subito dietro Hernandez.

LA PROBABILE FORMAZIONE: (4-4-2): Ochoa; Layun, Rodriguez, Moreno, Torres; Aquino, Torrado, Zavala, Guardado; Dos Santos, Hernandez. All.: Herrera

 

LE QUOTE DI WILLIAM HILL: A proposito di scommesse, gli allibratori di William Hill quotano come campioni del mondo: il Brasile a 4 (ovviamente favorito su tutte), il Camerun a 751 (scommettete 10 euro con l’immorale prospettiva di vincere 7500 euro), la Croazia a 201 e il Messico a 151. Per ragioni imprescrutabili, dopo il Brasile il Messico (8) è messo peggio della Croazia (6,5) come vincente del gruppo, nonostante sia messa meglio come Campione del Mondo.

IL CAMMINO SUCCESSIVO AL PRIMO TURNO: Il girone 1 incrocia agli ottavi il girone 2. Se non ci saranno sorprese, il Brasile giocherà agli ottavi contro Olanda o Spagna, e per quella data sgomberate fin d’ora l’agenda (sabato 28 giugno, ore 18). Se sarà Brasile-Olanda, sarà pure Croazia (o Messico) contro la Spagna. Il guaio è che poi ai quarti la prima del girone, si presume il Brasile, giocherà con la seconda del girone di Italia, Inghilterra e Uruguay, sempre se vincente agli ottavi. Non escludiamo affatto, quindi, un Brasile-Italia ai quarti di finale, con onorevole e generoso ritorno a casa dei nostri.

Ultima modifica il Lunedì, 24 Febbraio 2014 17:30

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