Domenica, 05 Gennaio 2014 10:41

Barrea mon amour: viaggio da un Parco all'altro

di 
Barrea mon amour: viaggio da un Parco all'altro Barrea al tramonto

Come sapete, questo blog parla di viaggi e di turismo responsabile. Ma un viaggio non è solo una vacanza, un viaggio è un percorso da un punto ad un altro, e le motivazioni possono essere le più disparate. C’è chi viaggia per piacere, chi viaggia per lavoro, e chi viaggia per amore, perché no.

Sarà capitato a tutti di avere la cosiddetta, tanto temuta, “storia a distanza”. Ora, che la distanza sia di 100 o 400 km non importa, per incontrarsi si dovrà affrontare un viaggio. Allora questa volta, per iniziare l’anno sempre all’insegna della scoperta di nuovi itinerari ma con un pizzico di luccichio amoroso che ci fa ben sperare per il 2014, racconteremo la storia di Virginia, che più o meno ogni fine settimana fa lo stesso viaggio per vedere la sua compagna.

Poco più di 100 km dall’Aquila, necessariamente in macchina perché mezzi pubblici non ce ne sono. Prima destinazione Barrea: montagne su montagne quindi, non ci stupisce che si debba andare in macchina. Il fiume Sangro, questo sconosciuto, per noi che viviamo nella valle dell’Aterno. La Maiella, questa sconosciuta, per noi che viviamo sotto il Gran Sasso.
Partiamo, cartina geografica in mano, perché vogliamo capire bene le strade che faremo e i posti che attraverseremo. E perché, lo ammettiamo, non siamo mai stati fin laggiù, ai confini della nostra provincia.

La macchina va da sé, Virginia ci fa fare “le curve di Popoli”, perché questa, dice, è la strada più veloce per arrivare. Meglio evitare l’autostrada dato che costa ogni anno di più. In un attimo arriviamo a Sulmona, e iniziamo a salire, salire, salire. Dopo l’ennesima curva la vista spettacolare della Piana delle 5 Miglia si apre davanti a noi. Guardiamo a destra e a sinistra: montagne, pascoli, borghi piccoli e più grandi come Rivisondoli, famoso per il Presepe vivente che da più di sessant’anni anno illumina la piana di mille colori davanti alle migliaia di persone che accorrono per l’evento.

Attraversiamo anche Alfedena e arriviamo a Barrea. Vittoria abita qui da sempre. E’ una dei meno di mille abitanti racchiusi in questo piccolo borgo, che trova le sue origini nell’anno Mille, con una cinta difensiva formata da case-mura prive di aperture verso l'esterno e con sole due porte d’ingresso ben difese. In questo piccolo paese però c’è anche un ostello aperto tutto l’anno, l’Ostello degli Elfi, che ospita turisti e viandanti che arrivano qui soprattutto per vedere lo splendido lago. Lo scrutiamo da lontano, e saliamo a casa di Vittoria, che ci accoglie con due bicchieri di un buon vino rosso come aperitivo. Spostiamo le tende della sala, certi che da qui ci sarà una vista meravigliosa sul lago. “Ma il momento più bello è senz’altro il tramonto, quando il cielo si tinge di mille colori e le montagne sullo sfondo diventano nere” ci dice Virginia, col sorriso di chi, dopo un’ora abbondante di viaggio, è arrivato alla sua destinazione felice.

E’ quasi un anno che Virginia e Vittoria stanno insieme e, nonostante la distanza, sono molto felici. Anche se, confessano, lavoro permettendo, Vittoria da Barrea potrebbe trasferirsi all’Aquila in questo nuovo anno. Dopo qualche racconto ci rimettiamo in macchina, per la seconda tappa del nostro viaggio. A 20 km c’è Castel di Sangro, le ragazze ci vanno spesso perché è un centro più grande, con locande, cinema, negozi. Per strada dobbiamo fare molta attenzione però, siamo in pieno parco, spesso e volentieri cervi passeggiano tranquilli in mezzo alla strada, e Vittoria ci dice che a volte impiega più tempo a fare questo tratto che a venire all’Aquila.

Eccoci, in questo paese di circa 6mila abitanti incredibilmente in provincia dell’Aquila ma a 120 km dal capoluogo di regione. Senz’altro più vicino al Molise, che è a due passi, e anche per questo meta di turisti, in inverno e in estate, che vengono soprattutto dalla Campania nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Inoltre, parco nazionale, montagne e orsi a parte, siamo nell’antica Aufidena, dove numerosi scavi archeologici condotti dal secolo scorso a oggi hanno restituito ricchi corredi funebri del popolo italico dei Sanniti e materiali di epoca romana conservati nel locale museo civico.

Arriviamo a destinazione, dopo un breve percorso che ci porta fuori dal paese seguendo chiari cartelli in legno: la Masseria San Iorio. Davanti a noi si presenta una bellissima casa in legno e pietra, qualche cagnolone, un giardino molto curato e alcuni sentieri. Siamo a 1000 metri d’altitudine, e cosa fare di meglio qui se non coltivare i frutti “minori”? Fragole, fragoline, ribes, mirtilli, insomma…Il paradiso dei frutti di bosco, delle confetture e non solo.

Incontriamo Juliette, la padrona di casa, che nel 1985 decise di vivere in una casa costruita interamente in legno, con materiali naturali e in linea con i principi della bioedilizia. Così ha conosciuto l’attuale compagno, Tullio, che l’ha seguita nella sua avventura: dal 1998 tutta la famiglia è impegnata nell’azienda agricola biologica, con metodi di produzione che salvaguardano l’ambiente e la salute dell’uomo. “Da quando abbiamo messo a dimora i primi lamponi, ribes e more” - dice Juliette - “ il nostro obiettivo è stato quello di recuperare e valorizzare territori abbandonati con tipiche coltivazioni montane, utilizzando solo metodi biologici e producendo cibi sani, buoni, pieni di sapori veri, esclusivamente di tradizione abruzzese. Un obiettivo che perseguiamo ogni giorno”.

Facciamo un giro nell’orto e nel frutteto. Ora è inverno, ma a giugno sarà una meraviglia. Fortuna che esistono le conserve! Entriamo in masseria e, dopo aver dato uno sguardo al laboratorio di produzione, dove spesso Juliette accoglie bambini delle scuole per visite didattiche, ci sediamo finalmente intorno ad un bel tavolone di legno. E, dato che durante le festività ci siamo tenuti “leggeri”, diamo il via al momento più atteso della giornata: l’assaggio! Confetture, sott’oli e salse, frutta sciroppata, liquori e grappe aromatizzate.

Tra chiacchiere e risate ci mettiamo un attimo a sentirci in famiglia, in questa grande calda casa di legno che offre anche la possibilità di pernottare. Cogliamo l’occasione al volo dato che è inverno, la notte scende presto, e proprio non ci va di rimetterci in macchina. Facciamo una passeggiata in paese… C’è ancora l’atmosfera del Natale. Ripartiremo domattina con Virginia, carichi di zuccheri e barattolini per affrontare al meglio la nuova settimana.

Ultima modifica il Domenica, 05 Gennaio 2014 11:17

Articoli correlati (da tag)

Chiudi