Sabato, 16 Gennaio 2016 15:03

Si ride con "Sali o scendo?": intervista a Danilo De Santis

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De Santis e Mastromichele in "Sali o scendo?" De Santis e Mastromichele in "Sali o scendo?"

'Esilarante' è la definizione da dare a "Sali o scendo?", commedia scritta, diretta ed interpretata da Danilo De Santis andata in scena il 14 e 15 gennaio scorso al Ridotto del Teatro Comunale di L'Aquila per la stagione del TSA. Scarna la scena, essenziali le musiche, bravo il cast a valorizzare le divertenti battute scritte dal comico romano col risultato, per il pubblico, di un’ora e mezza di risate a crepapelle.

De Santis, insieme a Francesca Milani, già la scorsa estate era stato in città, ospite del Teatro Stabile d'Abruzzo per il festival "I cantieri dell’immaginario", con il "Milani & De Santis Show", in cui avevano proposto alcuni degli sketch che hanno portato in tv a "Colorado".
In questo inizio 2016 sono tornati con la commedia "Sali o scendo?", prodotta proprio dal TSA che l'ha messa in cartellone, "Grazie ad una persona: Alessandro D'Alatri", direttore artistico dell’ente il quale, racconta Danilo De Santis, a Roma "è stato invitato ed è venuto una prima volta, e già era motivo di grande orgoglio, perché io lo adoro. Poi, sembra fatto apposta che viene proprio quello che adori! Invece è vero! Ed è venuto poi una seconda volta" con la richiesta di venire a fare lo spettacolo a L’Aquila.

E' al civico 36A che è ambientata "Sali o scendo?", commedia brillante in cui si incrociano gli amori di 5 personaggi. Attilio (Danilo De Santis) e Serena (Roberta Mastromichele) casualmente si incontrano lì, pieni di aspettative, in ricerca delle proprie certezze e della persona amata, rappresentati per l'uno da Sofia (Chiara Canitano) e per l'altra da Paolo (Gianluca Cortesi). Si dovranno destreggiare non solo l'uno con l'altro, ma anche con un nugolo di personaggi evocati dalle voci al citofono, come la nonna di Sofia, e poi da Tiziana (Francesca Milani in entrambi i casi). Il lieto fine è assicurato.

Interessante prova drammaturgica e attoriale, è un teatro di parola fatto di esilaranti e pungenti battute, con pause al punto giusto accompagnate da personaggi ben caratterizzati e, cosa rara, da uno svolgersi degli eventi il cui tempo narrativo è quasi corrispondente a quello reale.

Ho incontrato Danilo De Santis dopo lo spettacolo del 14 gennaio scorso e l'ho intervistato.

Romano, esperienze in radio, soap opera, fiction tv e pubblicità, attore di teatro con la compagnia di Lillo & Greg e con i sui spettacoli, Danilo De Santis è noto al grande pubblico, in duo con Francesca Milani, per le partecipazioni al programma comico di Mediaset "Colorado" in cui hanno presentato sketch ispirati ai misteri di Voyager, la Cristoforetti, i cubisti, il papà al parco e, ultimo in ordine di tempo per messa in onda, l’improbabile personal trainer con assistente cinese alle prese con l’aspetto fisico di Luca Bizzarri (conduttore della trasmissione nell’autunno 2015 con Paolo Kessisoglu) e il suo mantenimento. Ma se in quest’ultimo il pessimismo era voluto,... vedendo la commedia “Sali o scendo?” gli addominali si esercitano davvero per l’enorme quantità di risate che scatena!
Racconta De Santis: Sì, "Colorado" è un altro percorso parallelo a questo perchè parallelamente alla mia attività di commediante, scrittore e interprete di commedie ho anche un duo con Francesca Milani (che è parte integrante anche di questo cast) e noi ci proponiamo anche come duo comico. Portiamo in scena degli spettacoli scritti da noi. Quindi scriviamo entrambi. Abbiamo fatto un paio di spettacoli di sketch e abbiamo proposto gli sketch al laboratorio di "Colorado". E quindi da lì siamo entrati nel cast di "Colorado". Quello è stato il percorso.


De Santis e MilaniTu e Francesca Milani
(con De Santis nella foto a sinistra) avete cominciato come duo a Radio Kiss Kiss. Prima avevate un gruppo con Virginia Raffaele.
Con Virginia Raffaele (che, diciamo, ha fatto anche lei la sua bella strada - infatti quest’anno sarà la comica di “Sanremo”!) abbiamo iniziato, in realtà, ed eravamo in 4 e ci chiamavamo “Due interi e due ridotti”. C’era Fabrizio Costanzo, un altro attore, che poi si è trasferito a Palermo e adesso ha costituito un duo suo. Il primo a lasciare è stato Fabrizio Costanzo per motivazioni personali perché comunque voleva ritrasferirsi a Palermo. E poi Virginia. Abbiamo iniziato a Radio Kiss Kiss. E poi lei ha iniziato a fare tutta una serie di cose che non andavano a combaciare con le nostre attività, e quindi serenamente abbiamo deciso che non era possibile portare avanti il progetto del trio e l’abbiamo, diciamo, ‘congelato’, il trio. E poi abbiamo scongelato il duo perché poi siamo diventati un duo! Prima ci chiamavamo “Due interi e due ridotti”, poi “Due interi e un ridotto”. Sembrava quasi a esclusione. Ho detto: se ci chiamiamo “Un intero e un ridotto” non faremo tanta strada, e quindi ci siamo chiamati “Milani e De Santis” che sono i nostri cognomi.

Sulla tua pagina facebook c’è scritto che sei “attore, regista, autore, musicista, pittore, cuoco, astronomo, laureato, pilota, calciatore, scultore, ballerino, intrattenitore, sognatore, sociologo,…”. Sei tutto questo?
Sì, l’ho scritto io ovviamente. Quelle sono quelle ‘autocertificazioni’… e sono finte perché mi avevano consigliato “Perché non ti apri una pagina pubblica?” e io ho detto “ma che differenza c’è, la pagina pubblica?”… nel senso: già c’avevo il mio facebook normale! Allora sono andato un po’ a visitare le pagine… e leggevo ovviamente queste pluri-attività che si facevano (quindi attore, autore, regista, cantante,…) e allora mi so’ fatto prendere dalla mano: ho detto le cose che faccio, le cose che mi piacerebbe fare e le cose in cui sono negato, tutte insieme! Perché poi alla fine nella vita è bello anche variare, fare delle attività che un domani non lo sai però,… tipo, che ne so? Il cuoco. C’è un momento che ti prende la fissa per la cucina e ti metti a cucina’, così io ogni tanto prendo la chitarra che mi piace, poi dopo invece non me va. Sono un po’ volubile. Ecco.

Quindi, come musicista suoni la chitarra. Laureato, in che cosa?
Laureato, grazie all’imposizione di mia madre, in “Scienze della comunicazione” che era la facoltà secondo me meno impegnativa che c’era in quel momento. Mia madre, diciamo, mi ha gentilmente imposto ‘barra’ consigliato, di prendere una laurea e poi fare quello che avrei preferito. E così è stato.

Poi sei finito a “Centovetrine, “Don Matteo”, la pubblicità di “Lisomucil”,...
Sì. Diciamo, tutto di conseguenza; è stato un provare ad accedere ad un ambiente che è quello televisivo attraverso appunto i casting, le soap opera, le fiction. Ma l’ho sempre prese di striscio io! Io ho sempre fatto delle apparizioni mono-puntata in cui facevo delle cose. Questo è successo! Tutto fa curriculum, no?

Sei commediografo, oltre che attore e regista. Cos’è “La strana cotta”?
“La strana cotta” è stato il nostro spettacolo di esordio come ‘duo’ perché nel momento in cui noi ci siamo ricostituiti come duo (con Francesca) dalle ceneri della radio (perché avevamo continuato con la radio poi a un certo punto è finito per motivi appunto di budget - cose come dico anche in questo spettacolo) volevamo rimetterci in gioco, in scena, facendo uno spettacolo scritto da noi. Abbiamo scritto una commedia che presenteremo credo e spero la prossima stagione rivisitata, forse. Fu “La strana cotta” e la reazione fu molto positiva. Cioè fu uno spettacolo che ci piacque fare e che piacque al pubblico. Poi da lì, “Milani e De Santis”! Abbiamo iniziato a fare delle cose più televisive che fossero appunto degli sketch che potevamo fare in tv.

Poi c’è “SketcCeFrega se non è una commedia”...
Esatto, quello è il sequel, diciamo in qualche modo, de “La strana cotta”. No, in realtà no, perché quello è uno spettacolo di sketch. Noi ci siamo quasi voluti giustificare perchè eravamo abituati a fare più commedia, piuttosto che sketch filo-cabarettistici. E quindi abbiamo scritto “SketcCeFrega se non è una commedia” come per dire “ok, facciamo un’altra cosa”. E da lì sono nati dei quadri, degli sketch fra cui i cubisti, “Misteri”. il personal trailer, la cinese che poi sono tutte cose che abbiamo presentato in tv anche a “Colorado”.

Come commediografo cosa ti ispira? La commedia, la farsa, il cabaret?
No, la commedia! La commedia è proprio, adesso, la cifra in cui mi trovo meglio e quindi amo scrivere commedie. Mi piace proprio questo genere perchè riesco a metterci dentro la storia e le situazioni comiche. Cioè: mi piace riuscire a trovare, ancor prima della battuta (che poi secondo me è conseguenza di un’idea), delle situazioni comiche, cioè quelle situazioni che in quel momento mi divertono.

Quali sono i tuoi comici preferiti? Cos’è che ti fa ridere?
Ma, anche lì dipende. Se dovessi proprio dirti quello che mi ha ispirato di più e che mi ha dato forse quell’input è Verdone. Cioè: Verdone è stato proprio per me un punto di riferimento artistico perché l’ho sempre amato, perché è di Roma e perché fa un tipo di comicità che piace a me. Mi è sempre piaciuta la sua comicità, quindi ho sempre, non seguito quel solco, però c’era! Così, poi, come ci sta tutto: le commedie americane, le commedie francesi, certi comici anche stranieri, così come i vari Sordi, Totò, De Filippo. Poi alla fine uno prende da tutti e assorbe delle cose e le fa proprie. E quindi un po’ tutti, però se dovessi dirti uno, Verdone. Verdone sempre.

Com’è oggi, con la crisi, fare teatro e cabaret in Italia? E’ difficile? Può essere utile per smorzare la tensione? Pensi che ci sia una difficoltà nel tuo lavoro oggi (rispetto a 10 anni fa)?
Diciamo che statisticamente si dice sempre che più ci sono situazioni drammatiche nella realtà più la comicità funziona, proprio perchè c’è la voglia di staccare delle situazioni non felici nella vita quotidiana e l’esigenza di andare a divertirsi a teatro, al cinema. Io credo che siano così com’è stato nel dopoguerra: vari film di Totò che erano proprio il desiderio di non pensare alla situazione critica che si stava vivendo. Secondo me da questo punto di vista il comico è favorito. Quindi peggio si sta nella vita, meglio si sta poi dopo nelle situazioni comiche. Però anche quello non è detto, dipende. E’ relativo, tutto relativo.

Le prossime repliche di "Sali o scendo?" sono al Teatro Golden di Roma dal 19 gennaio al 14 febbraio 2016. 4 settimane tutte da ridere e un'ottima occasione per iniziare l’anno in allegria vedendo o rivedendo questa bella commedia, "una storia che, risata dopo risata, alleggerirà il vostro spirito", come aveva scritto nelle note di presentazione Danilo De Santis.

Letto 8657 volte Ultima modifica il Sabato, 16 Gennaio 2016 15:23

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